Archivi categoria: News

Chel ventinove aprìe

Ricordare per non dimenticare, mai.

Il 29 aprile 1945 è una data, per i sanmartinari e non solo, scritta col sangue di tanti concittadini uccisi vigliaccamente dai nazisti in ritirata, appoggiati dai fascisti del territorio. Non bastavano un ventennio di democrazia calpestata e una guerra imposta dall’asse nazifascista. Ci voleva anche la vendetta terribile dopo l’armistizio del 25 aprile. L’eccidio di Via Cacciatora è stata l’ultima strage alla fine della seconda guerra mondiale. Dobbiamo cercare di non cedere ai pericolosi tentativi di revisionismo messi in atto in quest’ultimo periodo. Un pensiero va a tutti quelli che non si sono arresi alla dittatura nazifascista e che hanno pagato con la vita i loro ideali. La libertà e la democrazia sono i capisaldi di una società giusta. “Avanti sempre senza dimenticare il passato” è il messaggio da consegnare alle nuove generazioni.

Roberto Nardello

Scurati censurato dalla RAI

La Democrazia non è scontata, va protetta, custodita, va promossa, ogni giorno. È questo il lascito delle Madri e dei Padri costituenti della nostra Costituzione! La memoria è fondamentale per tenerci vigili e custodi!

IL TESTO DI ANTONIO SCURATI PER IL 25 APRILE CENSURATO DALLA RAI.

“Lo attesero sotto casa in cinque, tutti squadristi venuti da Milano, professionisti della violenza assoldati dai più stretti collaboratori di Benito Mussolini. L’onorevole Matteotti, il segretario del Partito Socialista Unitario, l’ultimo che in Parlamento ancora si opponeva a viso aperto alla dittatura fascista, fu sequestrato in pieno centro di Roma, in pieno giorno, alla luce del sole. Si batté fino all’ultimo, come lottato aveva per tutta la vita. Lo pugnalarono a morte, poi ne scempiarono il cadavere. Lo piegarono su se stesso per poterlo ficcare dentro una fossa scavata malamente con una lima da fabbro.

Mussolini fu immediatamente informato. Oltre che del delitto, si macchiò dell’infamia di giurare alla vedova che avrebbe fatto tutto il possibile per riportarle il marito. Mentre giurava, il Duce del fascismo teneva i documenti insanguinati della vittima nel cassetto della sua scrivania.

In questa nostra falsa primavera, però, non si commemora soltanto l’omicidio politico di Matteotti; si commemorano anche le stragi nazifasciste perpetrate dalle SS tedesche, con la complicità e la collaborazione dei fascisti italiani, nel 1944.

Fosse Ardeatine, Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto. Sono soltanto alcuni dei luoghi nei quali i demoniaci alleati di Mussolini massacrarono a sangue freddo migliaia di inermi civili italiani. Tra di essi centinaia di bambini e perfino di infanti. Molti furono addirittura arsi vivi, alcuni decapitati.

Queste due concomitanti ricorrenze luttuose – primavera del ’24, primavera del ’44 – proclamano che il fascismo è stato lungo tutta la sua esistenza storica – non soltanto alla fine o occasionalmente – un irredimibile fenomeno di sistematica violenza politica omicida e stragista. Lo riconosceranno, una buona volta, gli eredi di quella storia?

Tutto, purtroppo, lascia pensare che non sarà così. Il gruppo dirigente post-fascista, vinte le elezioni nell’ottobre del 2022, aveva davanti a sé due strade: ripudiare il suo passato neo-fascista oppure cercare di riscrivere la storia. Ha indubbiamente imboccato la seconda via.

Dopo aver evitato l’argomento in campagna elettorale, la Presidente del Consiglio, quando costretta ad affrontarlo dagli anniversari storici, si è pervicacemente attenuta alla linea ideologica della sua cultura neofascista di provenienza: ha preso le distanze dalle efferatezze indifendibili perpetrate dal regime (la persecuzione degli ebrei) senza mai ripudiare nel suo insieme l’esperienza fascista, ha scaricato sui soli nazisti le stragi compiute con la complicità dei fascisti repubblichini, infine ha disconosciuto il ruolo fondamentale della Resistenza nella rinascita italiana (fino al punto di non nominare mai la parola “antifascismo” in occasione del 25 aprile 2023).

Mentre vi parlo, siamo di nuovo alla vigilia dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo. La parola che la Presidente del Consiglio si rifiutò di pronunciare palpiterà ancora sulle labbra riconoscenti di tutti i sinceri democratici, siano essi di sinistra, di centro o di destra. Finché quella parola – antifascismo – non sarà pronunciata da chi ci governa, lo spettro del fascismo continuerà a infestare la casa della democrazia italiana.”
Antonio Scurati

Successiva risposta di Antonio Scurati alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni

“Gentile Presidente,

leggo sue affermazioni che che mi riguardano. Lei stessa riconosce di non sapere “quale sia la verità” sulla cancellazione del mio intervento in Rai. Ebbene, la informo che quanto lei incautamente afferma, pur ignorando per sua stessa ammissione la verità, è falso sia per ciò che concerne il compenso sia per quel che riguarda l’entità dell’impegno.

Non credo di meritare questa ulteriore aggressione diffamatoria. Io non ho polemizzato con nessuno, né prima né dopo. Sono stato trascinato per i capelli in questa vicenda. Io ho solo accolto l’invito di un programma della televisione pubblica a scrivere un monologo a un prezzo consensualmente pattuito con la stessa azienda dall’agenzia che mi rappresenta e perfettamente in linea con quello degli scrittori che mi hanno preceduto. La decisione di cancellare il mio intervento è evidentemente dovuta a “motivazioni editoriali”, come dichiarato esplicitamente in un documento aziendale ora pubblico. Il mio pensiero su fascismo e postfascismo, ben radicato nei fatti, doveva essere silenziato. Continua a esserlo ora che si sposta il discorso sulla questione evidentemente pretestuosa del compenso. Pur di riuscire a confondere le acque, e a nascondere la vera questione sollevata dal mio testo, un capo di Governo, usando tutto il suo straripante potere, non esita ad attaccare personalmente e duramente con dichiarazioni denigratorie un privato cittadino e scrittore suo connazionale tradotto e letto in tutto il mondo.

Questa, gentile Presidente, è una violenza. Non fisica, certo, ma pur sempre una violenza. È questo il prezzo che si deve pagare oggi nella sua Italia per aver espresso il proprio pensiero?”

Antonio Scurati

Commento al CC del 25/03/2024

Ieri sera finalmente si è potuto seguire il Consiglio Comunale di San Martino in diretta streaming; speriamo che in tanti lo abbiano seguito, perché riteniamo corretto che tutti conoscano i toni e i modi che vengono utilizzati da questa amministrazione. Abbiamo purtroppo dovuto registrare per l’ennesima volta un atteggiamento poco consono da parte del primo cittadino: di fronte ad una mozione proposta dalle minoranze– che poteva per carità essere migliorata – il sindaco ha preferito concentrarsi sull’attacco alle minoranze stesse, mancando di rispetto al loro ruolo, piuttosto che concentrarsi solo sulla sostanza dell’argomento, in merito al quale si sarebbe potuto instaurare un dibattito sereno e costruttivo, per quanto in posizioni diverse. E allora, visto che è il sindaco stesso a dire che questa amministrazione risponde con i fatti e non con le parole, abbiamo deciso di porci al suo livello e di elencare i fatti di questa amministrazione:

  • Addizionale IRPEF non diminuita, nonostante le promesse in campagna elettorale
  • Aumento dei compensi di sindaco e assessori
  • Mancato accesso al finanziamento per la ristrutturazione della cappella di Lovari per errori nella redazione della domanda (opera tra l’altro secondaria rispetto alle emergenze di San Martino)
  • Decine di migliaia di euro spesi per un bando finalizzato alla realizzazione del museo, quando in realtà allo stesso bando avrebbero potuto partecipare le scuole primarie, sulle quali urgono interventi di messa in sicurezza e efficientamento energetico (es.: Duca D’Osta, N. Sauro di Campagnalta)
  • Pressoché totale assenza di finanziamenti PNRR
  • Manutenzione strade e asfaltature carenti
  • Mancanza di rispetto per il ruolo delle minoranze in Consiglio Comunale

Confidiamo perciò che sempre più cittadini seguano i Consigli Comunali in presenza o in diretta streaming, perché non tutto ciò che luccica è oro.

Altra occasione persa: promesse non mantenute

Promesse non mantenute: finito il Carnevale, gli scherzi continuano … continuano
  • Priorità Ignorate: Nonostante le promesse, l’amministrazione non ha indirizzato risorse verso le reali necessità dei cittadini. La manutenzione delle strade, resa urgente dalle piogge, rimane in attesa.
  • Fallimento nel Finanziamento: L’iniziativa di restaurare la chiesetta di Lovari, non essenziale, evidenzia una gestione inefficace. La richiesta di fondi regionali è stata respinta per non conformità ai criteri del bando.
  • Costo a Carico dei Cittadini: L’incapacità di ottenere finanziamenti esterni trasferisce il peso economico del restauro, stimato in 60 mila euro, direttamente sui cittadini.