Mafie in Veneto

Anche la società civile inizia a mobilitarsi

Sul Sole 24 Ore del 7 marzo è apparso un interessante articolo (a cui rinviamo) che conferma le nostre preoccupazioni legate anche al territorio.
Che la mafia delocalizzi in Veneto non è una novità per chi segue le indagini giudiziarie e le attività degli investigatori.
La Unioncamere Veneto e Libera hanno commissionato una ricerca “Mafia e criminalità in Veneto” presentata il 19 febbraio a Padova.
Merito, dunque, a chi decide di non voltarsi dall’altra parte nel Nord Est.
Il Veneto costituisce la quinta regione in Italia per operazioni finanziarie sospette, la decima per beni confiscati alla criminalità, le operazioni di riciclaggio sono quadruplicate in quattro anni.
Dallo stesso articolo sopra citato abbiamo tratto le seguenti interessantissime dichiarazioni che condividiamo con Voi.

«Per troppo tempo (dichiarazione del presidente di Unioncamere Veneto, Fernando Zilio) abbiamo ritenuto che la mafia, le mafie, fossero un problema a solo del Sud. Chi sosteneva il contrario non solo doveva sopportare i sorrisetti di circostanza, ma doveva quasi sentirsi fortunato se non veniva accusato di “procurato allarme”. Ora che abbiamo “scoperto” che la mafia è nel bar e nel ristorante sotto casa, nel negozio da cui ci serviamo, nei trasporti, nelle costruzioni e negli alberghi, oltre che nel gioco d’azzardo, nella prostituzione e nel traffico di esseri umani, fatichiamo comunque a trovare gli antidoti. Quasi che scoprire “il re nudo” sia un fastidio da accantonare. Invece dobbiamo essere coscienti che le mafie, oltre che inquinare il mercato con prodotti contraffatti, oltre che annientare parti sane dell’economia, introducono anche la violenza come metodo sia nei confronti delle cose che delle persone. Prendere coscienza di tutto questo e sostenere l’azione di chi, come l’Associazione Libera, si batte per far emergere la legalità non solo è doveroso, ma diventa indispensabile se non vogliamo vedere l’economia della nostra regione passare dal ruolo di traino del Paese a quello di “lavatrice” di denaro sporco». 

Le pagine dell’indagine (dichiarazione di Roberto Tommasi di Libera) «raccontano di inchieste che disegnano una geografia attraversata da estorsioni, usura, tratta degli esseri umani, traffici di droga, armi e rifiuti. Una geografia nella quale mafie e corruzione sono nel sistema dei mega appalti e dei fiumi dei finanziamenti europei. L’intento è soprattutto divulgativo, un contributo a sollecitare l’opinione pubblica affinché possa aumentare la coscienza e l’attenzione su un fenomeno spesso poco conosciuto o addirittura negato».

I mercati più a rischio di permeabilità criminale, anche a causa della recessione economica della nostra Regione, sono risultati quelli dell’edilizia, dello smaltimento dei rifiuti, della grande distribuzione, dei mercati ortofrutticoli, dell’intermediazione di manodopera, del gioco d’azzardo, della contraffazione delle merci.

La redazione