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Bilancio al limite, priorità sbagliate: il DUP che non regge alla prova dei conti

Il Consiglio comunale del 22 dicembre ha restituito, ancora una volta, la stessa fotografia: molta rappresentazione, molte parole, e alla fine poco che regga davvero alla prova dei conti e delle priorità. Un DUP e un bilancio di previsione presentati come “ordinati” sulla carta, ma costruiti su coperture risicate e su previsioni che, a leggerle bene, sembrano chiedere più fiducia che riscontri.

I numeri che pesano (e che non spariscono con i comunicati)

Già dal confronto tra entrate correnti e spese correnti emerge un equilibrio tirato, “al limite”, con un Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE) stimato in 379.537,00 €: una cifra che non è un dettaglio, ma un macigno sulla capacità di manovra.

Sulle spese correnti gravano inoltre 146.968,60 € di oneri finanziari tra ammortamento prestiti e rimborso quota capitale dei mutui esistenti, con un debito che al 31/12/2025 è indicato in 3.572.034,44 €. E non finisce lì: le previsioni parlano di un debito che potrebbe arrivare a 5.785.415,92 € nel 2028, con oneri annui stimati in 385.223,51 €. Tradotto: più mutui, più interessi, meno margine per il resto.

Nel frattempo, si dà per scontato un potenziamento dell’attività di controllo e recupero (multe, IMU e altre entrate), anche alla luce dello “spegnimento” dell’autovelox in SR53: di nuovo, entrate che si sperano, più che entrate che si governano.

Opere pubbliche: un elenco sostanzioso con diversi interventi che puntualmente si muovono.

Sul piano triennale delle opere pubbliche, la critica non è generica: si parla di interventi che, DUP dopo DUP, slittano o cambiano posizione come fossero post-it.

Alcuni esempi “salienti” (con importi):

  • Pista ciclabile via Sant’Andrea: 750.000 € → dal 2025 è stata spinta fino al 2028.
  • Collegamento ciclabile SML–Tombolo: 650.000 € → stessa traiettoria, fino al 2028.
  • Rotatoria di Monastiero: 780.000 € (di cui 200.000 € dalla Provincia) → da prevista 2025, è slittata al 2026, e per la parte restante si parla ancora di fondi propri o mutuo.

E poi c’è il capitolo “priorità vere” (per la maggioranza):

  • Ex scuola media → “Palazzo delle Arti”: 2.510.000 €, con coperture indicate come 760.000 € da contributo regionale, 1.430.000 € da mutuo e il resto da altri fondi; nel frattempo, si è arrivati alla terza progettazione per una spesa che supera 200.000 €.

A contorno, compaiono altre proposte rilevanti:

  • Riqualificazione impianti sportivi: 900.000 € in partenariato pubblico-privato (con domande ancora aperte su cosa includa davvero).
  • Piazzale Europa e viale Europa: 600.000 € previsti nel 2027, con annunci e rinvii.
  • Alienazione campo sportivo Campagnalta: 1.200.000 € stimati: un’entrata “fondamentale” che però resta un’incognita finché non si concretizza.
  • Investimenti previsti per il 2026 indicati in 4.890.000 €, quasi raddoppiati rispetto al triennio precedente, proprio mentre si dà per scontato l’incasso dell’alienazione.
  • Ampliamento cimitero Borghetto: 150.000 € previsto l’anno scorso per il 2026, ora sparito dal radar.

Il punto politico vero, a nostro avviso è: la scuola primaria Duca d’Aosta.

La scuola primaria Duca d’Aosta viene indicata come “LA PRIORITÀ” per chi siede in minoranza, ma nei fatti continua a non trovare una risposta proporzionata. L’edificio è vetusto, i problemi del ristagno di umidità sono storici, strutturali e ben documentati, si ripresentano puntualmente nonostante gli interventi di manutenzione. Infine, gli spazi non sono di certo organizzati, strutturati e adeguati ad una didattica innovativa e rispondente alle attuali esigenze del tempo scuola.

È tempo, inoltre, di ragionare seriamente su futuro e dimensionamento anche guardando l’andamento demografico: nel 2024 67 nati, contro 108 nel 2023, 103 nel 2022, 91 nel 2021.

I dati dovrebbero tracciare chiaramente le esigenze future e la necessità di essere attrattivi con strutture efficienti da tutti i punti di vista, strutturale ed energetico in primis. Anche la scuola può fungere da motore di rigenerazione urbana.

Ci teniamo tuttavia a ribadire che se ci fosse stato dialogo e volontà politica di rivedere le priorità, una nuova scuola primaria poteva trovare la sua realizzazione. A nostro avviso abbiamo perso un’occasione unica considerati i fondi PNRR previsti per gli interventi sugli edifici scolastici e i sopraggiunti fondi del Conto termico 3.0 con contributi indicati fino a 3 milioni di euro.

Molte sono le incognite di questo DUP con un monte investimenti che rasenta i 5 milioni di euro nel solo 2026 ed un bilancio di previsione con entrate correnti e relative spese correnti che pareggiano senza lasciare margini di avanzo per coprire eventuali spese di investimento o eventi straordinari che si potrebbero verificare.

Tutto ciò premesso, la posizione della minoranza è stata lineare: voto contrario perché i numeri devono stare in piedi e le priorità devono reggere la prova del tempo. Il resto, per quanto ben confezionato, rischia di restare un elenco di promesse con la copertina lucida.

Legenda
D.U.P: documenti unico di programmazione: contiene tutto il programma di una amministrazione comunale: entrate-uscite-debiti, mutui in essere e pianificazione future opere pubbliche desunte dalle promesse elettorali.
Entrate correnti: derivano da tributi(IMU-addizionale IRPEF- trasferimenti dallo Stato, multe per violazione codice della strada ecc..
Spesa corrente: tutto ciò che è necessario a far funzionare il municipio ed il comune; stipendi del personale, illuminazione pubblica e delle scuole ed edifici pubblici riscaldamento, acquisti di materiali, piccole manutenzioni ecc.

No all’abbandono del Duca d’Aosta

Sì al polo scolastico, no all’abbandono del Duca d’Aosta

Basta giochi di prestigio! Il Polo scolastico passa attraverso il cuore pulsante della cultura.

L’amministrazione uscente, spaccata in tre tronconi per i soliti giochi di potere legati a questa campagna elettorale, come il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Non perde il vizio di tirare fuori dal cilindro il coniglio all’ultimo momento, senza mai un confronto in Consiglio comunale e tanto meno con la cittadinanza. Questa volta il coniglio non si chiama polo sportivo da 32 milioni di euro, polo volatilizzatosi dopo poche settimane dalle elezioni del 2014, questa volta si tratta di qualcosa di più concreto: il polo scolastico.

Un’idea che anche Progetto San Martino coltivava da tempo ma che con sorpresa, solo durante il periodo della campagna elettorale, è stata manifestata, nella sua reale portata, dagli ex amministratori.

Si tratta di un progetto che gode anche del finanziamento statale e regionale per l’adeguamento sismico e per l’ammodernamento delle scuole.

Peccato però che tutto è stato fatto di nascosto, senza nessun confronto, senza nessuna condivisione. Siamo venuti a sapere solo dal Commissario prefettizio di una fase avanzata di richiesta di finanziamento. Correttamente il funzionario statale ha chiesto anche il parere delle minoranze per procedere con un’ulteriore richiesta di finanziamento. Progetto San Martino non si è tirata indietro, anzi vede in questo nuove entrate la possibilità di portare avanti concretamente l’idea di un polo scolastico. Si, concretamente ma in modo molto diverso da quanto ideato dagli ex amministratori di maggioranza.

Una cosa è certa: l’ambizioso progetto di un polo scolastico deve essere portato avanti senza abbandonare o, peggio, vendere il Duca d’Aosta! Se non lo avete ancora capito qualcuno dell’ex maggioranza ha impegnato per anni le casse comunali -e quindi la collettività tutta- senza prevedere come utilizzare un gioiello di famiglia, anzi nei corridoi delle segrete stanze si vocifera che quel qualcuno abbia pensato addirittura alla vendita della scuola storica del Duca d’Aosta. Scuola vincolata non solo giuridicamente ma anche ai sentimenti e ai ricordi di tanti cittadini di San Martino.

Per noi, e molto prima della campagna elettorale, il Duca d’Aosta deve essere il centro del Polo culturale: sede ideale per la biblioteca, il museo e la sala polifunzionale per convegni e attività teatrali. Come si può pensare di affastellare questi tre importanti elementi, futuro centro della vita pubblica, all’interno di uno spazio scolastico già angusto e dotato di una viabilità problematica?

È questa la grande novità, la grande differenza tra il nostro progetto e quello degli altri che, ad oggi, nulla hanno pensato per quella che sarà l’ex sede delle scuole elementari. Non basta ipotizzare un polo scolastico che accorpi scuole medie e elementari in via Firenze, bisogna sapere anche cosa si farà di un così importante polmone verde e spazio urbanistico che verrà liberato dallo spostamento di molti alunni. Speriamo solo che a nessuno passi per la mente di speculare su quest’area baricentrica per la città e la storia di San Martino!

Ad onor del vero, oltre a questa differenza sostanziale nel portare avanti l’importante progettualità del polo scolastico, vi è una macroscopica differenza anche di stile: noi questo progetto lo condivideremo con tutti e non lo terremo nascosto in un cassetto, presentato solo durante la campagna elettorale come il solito gioco di prestigio. Non ci stiamo giocando solo la credibilità ma anche il futuro economico e, soprattutto, culturale del nostro Paese! Gli ex amministratori fingono di non conoscere questo piccolo particolare o, semplicemente, fanno quello che hanno sempre fatto considerando “cosa loro” le risorse comunali.

Queste iniziative non possono essere condotte da un uomo solo al comando e ciò proprio perché si stanno gestendo le risorse di un’intera comunità.

Il 22 maggio la nostra idea è stata presentata alla cittadinanza e siamo convinti che troverà maggiori favori rispetto ad un progetto concepito come si trattasse dell’ennesima furbata dimenticando o speculando su un’area che costituisce uno dei beni più preziosi della nostra collettività.

Quindi convintamente sì al Polo scolastico, ma altrettanto convintamente sì al Polo culturale presso il duca d’Aosta!