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Referendum sulla magistratura – Foto della serata

La serata dedicata al referendum costituzionale sulla riforma della magistratura è stata ben riuscita e partecipata. I relatori, Avv. Monica Cornaviera e Dott. Davide Romanelli, hanno dimostrato grande competenza, affrontando un tema complesso e articolato con serietà e chiarezza, cercando di spiegare in parole semplici le rispettive motivazioni. Un confronto utile e interessante, che ha permesso ai presenti di approfondire una materia non semplice e di avvicinarsi a una scelta più consapevole. Un ringraziamento anche alla moderatrice, Avv. Rossella Resoli, per aver guidato con equilibrio l’incontro.

Referendum sulla magistratura: capire per scegliere

In un momento in cui cresce il bisogno di istituzioni più credibili, equilibrate e vicine ai cittadini, questa serata vuole essere un’occasione concreta di partecipazione democratica e confronto pubblico sulla riforma della magistratura.

Ascoltare le ragioni del Sì e del No significa dare valore alla politica migliore: quella che informa, coinvolge e rende i cittadini protagonisti delle scelte che riguardano il futuro del Paese.

Bilancio al limite, priorità sbagliate: il DUP che non regge alla prova dei conti

Il Consiglio comunale del 22 dicembre ha restituito, ancora una volta, la stessa fotografia: molta rappresentazione, molte parole, e alla fine poco che regga davvero alla prova dei conti e delle priorità. Un DUP e un bilancio di previsione presentati come “ordinati” sulla carta, ma costruiti su coperture risicate e su previsioni che, a leggerle bene, sembrano chiedere più fiducia che riscontri.

I numeri che pesano (e che non spariscono con i comunicati)

Già dal confronto tra entrate correnti e spese correnti emerge un equilibrio tirato, “al limite”, con un Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE) stimato in 379.537,00 €: una cifra che non è un dettaglio, ma un macigno sulla capacità di manovra.

Sulle spese correnti gravano inoltre 146.968,60 € di oneri finanziari tra ammortamento prestiti e rimborso quota capitale dei mutui esistenti, con un debito che al 31/12/2025 è indicato in 3.572.034,44 €. E non finisce lì: le previsioni parlano di un debito che potrebbe arrivare a 5.785.415,92 € nel 2028, con oneri annui stimati in 385.223,51 €. Tradotto: più mutui, più interessi, meno margine per il resto.

Nel frattempo, si dà per scontato un potenziamento dell’attività di controllo e recupero (multe, IMU e altre entrate), anche alla luce dello “spegnimento” dell’autovelox in SR53: di nuovo, entrate che si sperano, più che entrate che si governano.

Opere pubbliche: un elenco sostanzioso con diversi interventi che puntualmente si muovono.

Sul piano triennale delle opere pubbliche, la critica non è generica: si parla di interventi che, DUP dopo DUP, slittano o cambiano posizione come fossero post-it.

Alcuni esempi “salienti” (con importi):

  • Pista ciclabile via Sant’Andrea: 750.000 € → dal 2025 è stata spinta fino al 2028.
  • Collegamento ciclabile SML–Tombolo: 650.000 € → stessa traiettoria, fino al 2028.
  • Rotatoria di Monastiero: 780.000 € (di cui 200.000 € dalla Provincia) → da prevista 2025, è slittata al 2026, e per la parte restante si parla ancora di fondi propri o mutuo.

E poi c’è il capitolo “priorità vere” (per la maggioranza):

  • Ex scuola media → “Palazzo delle Arti”: 2.510.000 €, con coperture indicate come 760.000 € da contributo regionale, 1.430.000 € da mutuo e il resto da altri fondi; nel frattempo, si è arrivati alla terza progettazione per una spesa che supera 200.000 €.

A contorno, compaiono altre proposte rilevanti:

  • Riqualificazione impianti sportivi: 900.000 € in partenariato pubblico-privato (con domande ancora aperte su cosa includa davvero).
  • Piazzale Europa e viale Europa: 600.000 € previsti nel 2027, con annunci e rinvii.
  • Alienazione campo sportivo Campagnalta: 1.200.000 € stimati: un’entrata “fondamentale” che però resta un’incognita finché non si concretizza.
  • Investimenti previsti per il 2026 indicati in 4.890.000 €, quasi raddoppiati rispetto al triennio precedente, proprio mentre si dà per scontato l’incasso dell’alienazione.
  • Ampliamento cimitero Borghetto: 150.000 € previsto l’anno scorso per il 2026, ora sparito dal radar.

Il punto politico vero, a nostro avviso è: la scuola primaria Duca d’Aosta.

La scuola primaria Duca d’Aosta viene indicata come “LA PRIORITÀ” per chi siede in minoranza, ma nei fatti continua a non trovare una risposta proporzionata. L’edificio è vetusto, i problemi del ristagno di umidità sono storici, strutturali e ben documentati, si ripresentano puntualmente nonostante gli interventi di manutenzione. Infine, gli spazi non sono di certo organizzati, strutturati e adeguati ad una didattica innovativa e rispondente alle attuali esigenze del tempo scuola.

È tempo, inoltre, di ragionare seriamente su futuro e dimensionamento anche guardando l’andamento demografico: nel 2024 67 nati, contro 108 nel 2023, 103 nel 2022, 91 nel 2021.

I dati dovrebbero tracciare chiaramente le esigenze future e la necessità di essere attrattivi con strutture efficienti da tutti i punti di vista, strutturale ed energetico in primis. Anche la scuola può fungere da motore di rigenerazione urbana.

Ci teniamo tuttavia a ribadire che se ci fosse stato dialogo e volontà politica di rivedere le priorità, una nuova scuola primaria poteva trovare la sua realizzazione. A nostro avviso abbiamo perso un’occasione unica considerati i fondi PNRR previsti per gli interventi sugli edifici scolastici e i sopraggiunti fondi del Conto termico 3.0 con contributi indicati fino a 3 milioni di euro.

Molte sono le incognite di questo DUP con un monte investimenti che rasenta i 5 milioni di euro nel solo 2026 ed un bilancio di previsione con entrate correnti e relative spese correnti che pareggiano senza lasciare margini di avanzo per coprire eventuali spese di investimento o eventi straordinari che si potrebbero verificare.

Tutto ciò premesso, la posizione della minoranza è stata lineare: voto contrario perché i numeri devono stare in piedi e le priorità devono reggere la prova del tempo. Il resto, per quanto ben confezionato, rischia di restare un elenco di promesse con la copertina lucida.

Legenda
D.U.P: documenti unico di programmazione: contiene tutto il programma di una amministrazione comunale: entrate-uscite-debiti, mutui in essere e pianificazione future opere pubbliche desunte dalle promesse elettorali.
Entrate correnti: derivano da tributi(IMU-addizionale IRPEF- trasferimenti dallo Stato, multe per violazione codice della strada ecc..
Spesa corrente: tutto ciò che è necessario a far funzionare il municipio ed il comune; stipendi del personale, illuminazione pubblica e delle scuole ed edifici pubblici riscaldamento, acquisti di materiali, piccole manutenzioni ecc.

Facciamo ulteriore chiarezza sul Master Plan

In risposta al post del sindaco Nivo Fior.

Sindaco Nivo Fior,
è stato quanto mai inopportuno citare il drammatico evento di mercoledì 3 luglio scorso per cercare un nesso o, peggio, un appiglio e screditare puntualmente le minoranze. Il vittimismo, signor Sindaco, è un atteggiamento che lei manifesta frequentemente e che ormai non desta più sorpresa. Stiamo parlando di una normale dialettica che si dipana tra maggioranza e minoranza in un esercizio di democrazia stabilito dall’art. 21 della Costituzione Italiana che sancisce il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Stabilisce inoltre che la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Esprimere il proprio punto di vista su scelte molto importanti, che riguardano la città nella quale abitano e vivono 13.000 cittadini NON E’ UN’OPZIONE, E’ UN DOVERE DI TUTTI, non solo delle minoranze politiche sedute in Consiglio comunale.

Perché a suo tempo (Vedi pag. 6 della delibera CC n. 31 del 29/09/2023), la narrazione era completamente diversa.

Vedi di seguito l’estratto dell’intervento dell’assessore Diego Gobbi:

“… il masterplan non è uno strumento, io ritengo non è neanche uno strumento dell’amministrazione e della maggioranza, è uno strumento di tutto il Consiglio Comunale, di tutta la cittadinanza, comprese le associazioni, comprese le associazioni di commercianti … Naturalmente dobbiamo costruirla insieme, con tutti i cittadini. Quindi, a breve, a breve, nei tempi possibili, ci saranno incontri pubblici, perché vogliamo che tutti siano a conoscenza…noi vogliamo costruire un’ipotesi di città insieme con tutti, perché questo è il masterplan”.

Master Plan – Un progetto miope perché

  • Focalizzato esclusivamente su un’area centrale che si sviluppa nel diametro di circa 500 m;
  • non contempla l’intero centro della città ad esempio: via Roma, Piazza 29 Aprile, la scuola primaria Duca d’Aosta;
  • non presenta alcuna visione sull’intero territorio di San Martino di Lupari che si estende da nord a sud per 15 km, comprendendo 5 frazioni e una buona fetta di cittadini;
  • non abbiamo evidenza di una stima dei costi per la realizzazione delle opere, anche per stralci, e di un calcolo spese per manutenzioni e mantenimento degli spazi comuni e delle aree verdi che vengono ampliati rispetto allo stato attuale.

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