In risposta al post del sindaco Nivo Fior.
Sindaco Nivo Fior,
è stato quanto mai inopportuno citare il drammatico evento di mercoledì 3 luglio scorso per cercare un nesso o, peggio, un appiglio e screditare puntualmente le minoranze. Il vittimismo, signor Sindaco, è un atteggiamento che lei manifesta frequentemente e che ormai non desta più sorpresa. Stiamo parlando di una normale dialettica che si dipana tra maggioranza e minoranza in un esercizio di democrazia stabilito dall’art. 21 della Costituzione Italiana che sancisce il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Stabilisce inoltre che la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Esprimere il proprio punto di vista su scelte molto importanti, che riguardano la città nella quale abitano e vivono 13.000 cittadini NON E’ UN’OPZIONE, E’ UN DOVERE DI TUTTI, non solo delle minoranze politiche sedute in Consiglio comunale.
Perché a suo tempo (Vedi pag. 6 della delibera CC n. 31 del 29/09/2023), la narrazione era completamente diversa.
Vedi di seguito l’estratto dell’intervento dell’assessore Diego Gobbi:
“… il masterplan non è uno strumento, io ritengo non è neanche uno strumento dell’amministrazione e della maggioranza, è uno strumento di tutto il Consiglio Comunale, di tutta la cittadinanza, comprese le associazioni, comprese le associazioni di commercianti … Naturalmente dobbiamo costruirla insieme, con tutti i cittadini. Quindi, a breve, a breve, nei tempi possibili, ci saranno incontri pubblici, perché vogliamo che tutti siano a conoscenza…noi vogliamo costruire un’ipotesi di città insieme con tutti, perché questo è il masterplan”.





